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mercoledì 1 agosto 2007

Stoner 'boccia' i lamenti di Vale


Adesso è guerra fredda. Anche il ragazzino ha affilato i dentini e ha punto sul vivo il Fenomeno, 'snobbando' le lamentele di Valentino e chiudendo la porta a polemiche che considera quanto meno intempestive. "Ad inizio anno - spiega Casey Stoner con il piglio del leader -, tutti i piloti hanno avallato le nuove regole sugli pneumatici. Poi appena hanno cominciato a perdere, quelle stesse norme sono diventate uno schifo".

Che non avesse nemmeno un'ombra di timore reverenziale, l'aveva chiarito il primo giro della prima gara. Casey Stoner è di tutt'altra pasta rispetto al resto della concorrenza, attuale e passata, del 'Dottore' di Tavullia. Non uno sguardo di sfida troppo marcato, ma nemmeno un'incertezza o gli occhi che cercano la terra quando passa il Fenomeno del paddock. Una forza mentale da veterano, nascosta dietro il volto imberbe di chi ancora ricorda per filo e per segno i bollori ormonali della pubertà. Valentino non ha mai sofferto gli avversari, con quella sua voglia di divertirsi e di vincere stupendo; non ha mai guardato in casa d'altri con invidia, non è da lui. Perfino stavolta, con quel ragazzino terribile che vola in vetta al mondiale, le parole del sette volte iridato non devono suonare come una ripicca o una volontà di sminuire i meriti del nuovo arrivato; ma è anche comprensibile che Stoner non apprezzi polemiche regolamentari fuori stagione.

"All'inizio dell'annata - attacca il pilota della Ducati -, tutti gli interessati erano d'accordo sulle nuove norme relative agli pneumatici. Poi, appena qualcuno ha cominciato a perdere, quelle stesse regole facevano schifo". Il plurale? Roba da diplomatici sibillini, da chi ha un obiettivo e usa una maschera di cartapesta perché altri squarcino il velo e leggano a dovere. "Anche io ho fatto delle cattive gare quest'anno, specie in Germania - prosegue Stoner -, ma non mi sono lamentato delle regole sulle gomme. Possono lamentarsi quanto vogliono, ma questo dimostra che la Michelin ha avuto vantaggi in passato, ma ora non riesce a proporre un buon pneumatico da gara". Una stilettata alla Rossi, degna del centauro pesarese. La cosa che stupisce ulteriormente è che l'australiano abbia trovato un alleato insospettabile, quel Jeremy Burgess che di Valentino è il più vicino compagno di lavoro. "Le norme sulle gomme non sono il motivo principale per cui Rossi non vince - ammette il boss del team Yamaha dell'italiano -. E poi a me il regolamento piace, è uguale per tutti e dovrebbe restare com'è". Accerchiato, insomma. Ma Valentino pensa già alla prossima rinascita, all'ennesima rivincita.

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