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venerdì 27 luglio 2007

paperelle galleggianti in giro per il mondo...


QUINDICI anni e la saga delle paperelle navigatrici continua. Nelle prossime settimane alcune di esse arriveranno in Europa, sulle spiagge della Gran Bretagna. La storia inizia il 10 gennaio del 1992, quando una nave in rotta tra Hong Kong e gli Stati Uniti incontrò un violento temporale che causò la perdita del proprio carico. In alcuni container, che si aprirono in mare, vi erano 29.000 giocattoli galleggianti, le tipiche paperelle che si danno ai bambini piccoli durante il bagnetto. Il 18% di esse avevano forma di tartaruga, il 35% di papera, il 26% di castori e il 21% di rane. Poteva diventare l'ennesimo materiale che andava ad inquinare l'oceano, se non fosse che Curtis Ebbesmeyer di Seattle, oceanografo ora in pensione, ma che collabora con l'Università di Washington (Usa), venuto a sapere dell'incidente sfruttò quel materiale per studiare le correnti oceaniche. E così, attraverso un sito Internet, Ebbesmeyer si fa avvisare quando un gruppo di tali paperelle raggiunge le coste di un certo Paese.

Spiega l'oceanografo: "Migliaia sono stati gli avvisi che ho ricevuto in questi anni e nella maggior parte dei casi il materiale corrispondeva esattamente a quando aveva perso la nave in questione". In tal modo nei 15 anni trascorsi dall'incidente, si sono potute seguire le correnti oceaniche che hanno portato i giocattoli ad arenarsi sulle battigie dei Paesi a ridosso dell'Oceano Pacifico. Alcune di esse, prima di arrivare su una spiaggia ha ruotato nell'oceano per 3 o 4 volte, seguendo le correnti da est ad ovest e viceversa. Un anno particolare è stato il 2004, quando sono state migliaia i giocattoli che hanno raggiunto le spiagge.

Alcune paperelle poi, sono state inglobate in correnti che le hanno portate fino allo Stretto di Bering, tra l'Alaska (Usa) e la Penisola dei Cucki (Russia) e da qui, dopo aver oltrepassato il Mar Glaciale Artico, in Oceano Atlantico. Ora, dopo aver attraversato anche questo oceano, stanno raggiungendo le coste della Gran Bretagna dove potrebbero arrivare nell'arco di 2-4 settimane. Le paperelle gialle sono diventate bianche a causa dell'esposizione ai raggi solari, mentre quelle verdi, blu e rosse sono rimaste tali.

Ebbesmeyer, ha realizzato con la collaborazione di alcuni colleghi dell'Università di Washington, un modello della circolazione delle correnti oceaniche che viene in continuazione ridefinito grazie ai ritrovamenti. Arriveranno mai anche in Mediterraneo? E' assai improbabile, ma se ciò dovesse accadere, non prima dell'anno prossimo, Ebbesmeyer sarà ben felice di essere avvisato alla sua mail: kasauers@hotmail.com

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